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venerdì 2 novembre 2012

Universal-EMI, primi tagli negli Usa per effetto della ristrutturazione

I primi effetti della fusione per incorporazione tra Universal Music ed EMI si sono manifestati in questi giorni negli Stati Uniti, dove Universal ha tagliato quasi 60 posti di lavoro (non tutti ereditati dalla EMI) in seguito all'accorpamento delle società operanti nel ramo della distribuzione (gli esuberi hanno riguardato una cinquantina di addetti) e delle etichette country di base a Nashville (un'altra decina di persone).

Sembra, intanto, che il responsabile della distribuzione EMI ed executive vice president per il Nord America
Dominic Pandiscia sia destinato ad assumere la direzione del reparto vendite/distribuzione della Capitol Records, etichetta ereditata dalla major inglese e incaricata di gestire gli asset che non verranno posti in liquidazione. "In seguito alla nostra acquisizione della EMI Recorded Music e come elemento portante della nostra continua integrazione", spiega un comunicato diramato da Universal Music Group, "UMG amplierà alcune aree creative essenziali. Anche se questa ristrutturazione avrà purtroppo l'effetto di produrre alcuni esuberi, è essenziale per UMG diventare una società ancora più agile ed efficiente, non solo guardando all'anno in corso o al prossimo ma anche a quelli a venire". "Il nostro obiettivo", conclude la nota, "è di massimizzare le risorse disponibili al fine di reinvestirle nelle nostre etichette, cosicché queste ultime possano svolgere al meglio il loro lavoro: sviluppare e promuovere artisti, incrementare la produzione di nuova musica e creare nuove opportunità di innovazione digitale".

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